ATTI

del Terzo Congresso Nazionale di Selvicoltura

per il miglioramento e la conservazione dei boschi italiani

 

doi: 10.4129/CNS2008.037

 

Citazione - Citation
SITZIA T., VIOLA F., 2009 - Selvicoltura nei tipi neoforestali del Trentino. Atti del Terzo Congresso Nazionale di Selvicoltura. Taormina (ME), 16-19 ottobre 2008. Accademia Italiana di Scienze Forestali, Firenze, p. 277-282.

 

Autori - Authors

T. Sitzia (*) - F. Viola (*)

(*) Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali, Università degli Studi di Padova

 

Titolo: SELVICOLTURA NEI TIPI NEOFORESTALI DEL TRENTINO

Title: “Silviculture” in the neo-forest types of Trentino (Italian Eastern Alps )

 

Parole chiave: paesaggio alpino, boschi di neoformazione, gestione, neofite invasive.

Key words: alpine landscape, recent secondary woodlands, management, invasive non-native species.


 

Riassunto
Il fenomeno dell’avanzamento del bosco su terreni post-colturali, ampiamente documentato sulle Alpi e in Europa, ha importanti conseguenze sulla stabilità dei versanti, sui regimi idrogeologici, sulla biodiversità e sul paesaggio antropico; inoltre i boschi che si formano a seguito dell’abbandono dell’agricoltura e della pastorizia assolvono molteplici funzioni. Per questo motivo è opportuno inquadrarne le possibili tecniche di gestione. Nel presente articolo è proposta una sintesi delle principali caratteristiche ecologiche, biometriche e dell’accessibilità dei tipi neoforestali trentini. L’analisi è basata sui dati raccolti nel corso di un campionamento a due stadi, condotto sull’intero territorio provinciale, che ha permesso il rilevamento sul campo di 291 popolamenti di neoformazione. La gestione condotta in Trentino è riconducibile a quattro tipologie: a) sfolli e diradamenti; b) ceduazione con rilascio delle latifoglie nobili; c) impianti sotto copertura; d) miglioramenti ambientali. La ceduazione e gli impianti sono effettuati con criteri consuetudinari o sperimentali, che andrebbero parametrizzati. L’esperienza nei miglioramenti ambientali è ampia e meriterebbe un monitoraggio degli effetti degli interventi svolto a scala provinciale. Dall’analisi ecologica è emersa, aspetto positivo, una quota di latifoglie notevolmente superiore a quella dei boschi maturi, ed è stata confermata l’invasione di fitocenosi erbacee di notevole interesse naturalistico (Festuco-Brometalia e Molinietalia). Infine, è stata riscontrata una non trascurabile partecipazione di neofite, i cui potenziali effetti d’inquinamento genetico, andrebbero approfonditi.

 

 

Summary

The natural reforestation of the fallow lands, widely documented on the Alps and throughout Europe , has important consequences on the geomorphic and hydro-geological processes, on biodiversity and on the anthropogenic landscape; moreover the post-abandonment woodlands invading past cultivated lands and pastures, acquire several environmental functions.  For these reasons, it is advisable to identify the best management techniques. This article deals with a synthesis of the major ecological and biometrical characteristics and accessibility of the neo-forest types of a region of the Eastern Italian Alps (Trentino). The analysis is based on the data surveyed during a two-stage sampling of the entire regional surface, which permitted the field survey of 291 post-abandonment woodlands.  The present silvicultural treatments can be grouped into four categories: a) thinning; b) coppicing with reserve of noble broadleaved species; c) planting of native species in the undercover; d) wildlife habitat improvement. Coppicing and planting follow consuetudinary or experimental techniques, which need to be parameterized. The experience in wildlife habitat improvement is wide and would deserve a large-scale monitoring program of its effects. The ecological analysis showed that the broadleaved species cover is much more higher than that of mature woodlands, and that many post-abandonment woodlands are invading herbaceous communities with high nature value (Festuco-Brometalia and Molinietalia). Finally, the not negligible cover of neophytes is noteworthy and its potential effects on genetic pollution should be studied in details.

 

 

 

 

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