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doi:
10.4129/CNS2008.038
Citazione
- Citation
TAFFETANI F., 2009 - BOSCHI
RESIDUI IN ITALIA TRA PAESAGGIO RURALE E CONSERVAZIONE. Atti del Terzo Congresso Nazionale di Selvicoltura.
Taormina (ME), 16-19 ottobre 2008. Accademia Italiana di Scienze
Forestali, Firenze, p. 283-294.
Autori
- Authors
F.
Taffetani (*)
(*) Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni
Vegetali, Università Politecnica delle Marche, Ancona
Titolo: BOSCHI
RESIDUI IN ITALIA TRA PAESAGGIO RURALE E CONSERVAZIONE
Title:
residual
forests in italy
Parole chiave:
agroecosistemi, boschi residui, conservazione biodiversità, dinamismo
della vegetazione, gestione forestale.
Key words:
agroecosystems,
residual forests, biodiversity conservation, vegetation series, forest
management.
Riassunto
L’evoluzione del paesaggio
italiano dall’ultimo dopo guerra ad oggi costituisce una situazione che
non ha eguali negli ultimi 500 anni. Siamo i primi ad osservare ampie
superfici boscate lasciate alla loro evoluzione naturale. Le modificazioni
che intervengono in questo processo sono per noi non sempre facilmente
prevedibili ed hanno sicuramente conseguenze assai diverse se si tratta di
aree boscate pedemontane, inserite in un complesso più o meno ampio di
sistemi forestali contigui, oppure di piccoli nuclei boscati isolati
all’interno di un paesaggio dominato dalle attività agricole e più o
meno profondamente urbanizzato. Mentre nelle aree pedemontane si assiste
ad un importante e diffuso recupero di maturità legato al fenomeno
dell’abbandono, non sempre accompagnato da un aumento di naturalità e
di biodiversità, nel paesaggio rurale delle colline e delle pianure si
registra un progressivo impoverimento sia qualitativo che quantitativo
soprattutto a carico delle aree seminaturali non produttive a causa delle
attività agricole e dell’urbanizzazione. In questo contesto, i pochi
lembi di boschi residui si trovano in una posizione particolarmente
delicata: il loro riconosciuto valore ambientale non li ha sottratti alla
pressione agronomica, mentre allo sfruttamento economico è subentrato
l’abbandono (spesso per disinteresse, oltre che come non ponderata
scelta per la conservazione), tuttavia mancano, oltre che adeguate risorse
economiche, sufficienti
esperienze sulle modalità di studio, di gestione e di manutenzione, che
ne garantiscano la conservazione, non solo della struttura ma anche della
biodiversità fitocenotica, floristica e faunistica.
Summary
The
evolution of Italian landscape from post-war to nowadays represents a
peculiar situation in the last 500 years. We are the first to observe
large forest areas left to their natural evolution. Changes involved in
this process are not always easily predictable, and they certainly have
different consequences whether they concern foothills forest areas inside
complex contiguous forestry systems, or isolated small woods spread inside
urban and agricultural landscapes. While foothills areas show a widespread
recovery of forests maturity, which is not always followed by a
naturalness and biodiversity increase, hilly and plain rural landscape
suffer a progressive quali-quantitative impoverishment of semi-natural
non-productive areas due to agriculture and urban activities. In this
context, the few residual stripes of semi-natural forests are in a
delicate position, since their environmental value did not save them form
agronomical pressure, and their economic use is being replaced by
abandonment (often as a conservation unweighted choice).
Nonetheless,
there is a lack of economic resources, of adequate study, management and
maintenance experiences able to ensure structure and biodiversity
conservation of vegetation and fauna.
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