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doi:
10.4129/CNS2008.080
Citazione
- Citation
PETRICCIONE
B., CINDOLO C., COCCIUFA C., FERLAZZO S., PARISI G., 2009 - Gli effetti dei
cambiamenti climatici sugli ecosistemi forestali. Atti del Terzo Congresso Nazionale di Selvicoltura.
Taormina (ME), 16-19 ottobre 2008. Accademia Italiana di Scienze
Forestali, Firenze, p. 570-574.
Autori
- Authors
B.
PETRICCIONE (*) - C. CINDOLO (*) - C. COCCIUFA (*) - S. FERLAZZO (*) - G.
PARISI (*)
(*)
Corpo Forestale dello Stato, Servizio CONECOFOR, Roma
Titolo: GLI
EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SUGLI ECOSISTEMI FORESTALI
Title:
CLIMATE
CHANGE EFFECTS ON
FOREST
ECOSYSTEMS
Parole
chiave:
cambiamenti
climatici, aree di rifugio, CONECOFOR, LTER.
Key
words:
climate
changes, shelter areas, CONECOFOR, LTER.
Riassunto
Un
contributo importante di conoscenza sulle possibili conseguenze dei
cambiamenti climatici sugli ecosistemi forestali più vulnerabili presenti
nel territorio italiano è offerto da una ricerca realizzata dal
Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università degli Studi Sapienza
di Roma, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato. Il
progetto, denominato BioRefugia e realizzato nell’ambito del Programma
CONECOFOR (CONtrollo ECOsistemi FORestali), promosso e coordinato dal
Corpo Forestale dello Stato, ha per obiettivo l’analisi dei possibili
effetti dei cambiamenti climatici sulla distribuzione delle principali
specie arboree forestali in tutta l’Italia Centrale (più colpita delle
Alpi dai cambiamenti climatici), con il fine di identificare le potenziali
aree di rifugio (biorefugia) delle specie oggetto della ricerca, quelle
aree cioè dove si può prevedere che tali specie possano essere in grado
di resistere anche nei nuovi scenari climatici previsti per il 2080. Aree,
identificate soprattutto nell’Appennino Centrale sopra i 1.500 metri di
quota, per le quali sarà possibile pianificare gli interventi prioritari
di conservazione del territorio, in modo rigoroso e scientificamente
fondato. L’ondata
di caldo e siccità verificatasi in Europa nell’estate del 2003 ha
determinato un chiaro peggioramento delle condizioni delle principali
specie forestali nel corso del 2004, quindi l’anno successivo
all’evento, soprattutto in Europa Centrale ed in misura minore sulle
nostre Alpi. L’ondata di siccità che ha colpito l’Europa meridionale
e tutta l’Italia Centro-Meridionale nell’estate del 2007 è stata
invece così intensa e prolungata che i suoi effetti sulle foreste sono
stati rilevati già nello stesso anno. Si tratta di prime chiare conferme
dell’esistenza di sintomi di disgregazione del patrimonio forestale.
Summary
A
relevant knowledge contribution as concern potential impacts of climate
changes on vulnerable forest ecosystems of
Italy
is provided from a recent research developed by the
University
of
Roma
, Dept. of Plant Biology, in collaboration with the Italian Forest
Service. The project, called BioRefugia and implemented in the frame of
the CONECOFOR Programme (Intensive Monitoring of Italian Forest
Ecosystems), aims to analyse potential effects of climate changes on
geographical distribution of the main tree species of Central Italy (more
effected from climate changes than the Alps); potential shelter areas
(biorefugia) of the investigated species, the areas where the species are
forecasted to be able surviving also in the 2080 climate scenarios, have
been detected. These areas have been identified, in particular, in the
Central Apennines
over 1.500 m a.s.l.: in these locations could be possible a scientific
based planning of priority actions for environment conservation. The
heat and drought wave occurred in Europe during the 2003 summer have lead
to a deep worsening of tree condition, as concern the main tree species,
in the course of 2004, the following year, in particular in Central Europe
and with lower intensity in the Italian Alps. The marked drought period
occurred in
Southern Europe
and in Central and
Southern Italy
during the 2004 summer has been so intense and long-lasting than it
effects on forests have been detected already the same year. These events
could be clearly interpreted as a first confirmation of the occurrence of
deep desegregation symptoms of our forest stock.
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