La ricerca si svolgerà all’interno di
macroaree appositamente individuate in modo da rappresentare le
principali realtà forestali toscane.
- Vallombrosa e territori limitrofi nelle
Comunità montane della Montagna Fiorentina e del Pratomagno;
- Comunità Montana del Casentino;
- fascia collinare e pedemontana della
Provincia di Pistoia;
- Monte Amiata, nel territorio del comune di Arcidosso in provincia di Grosseto.
Nel corso della prima fase della ricerca, sulla base delle informazioni via via acquisite, potranno essere aggiunte altre macroaree se necessarie a completare un quadro rappresentativo della realtà faunistico-forestale della Regione Toscana.
La proposta prevede i seguenti Task,
svolti in maniera strettamente integrata tra i tre Partner con
il supporto operativo dei Soggetti interessati:
- indagini faunistiche; - indagini selvicolturali; - indagini economico-sociali;
- analisi integrata dei risultati
Operativamente il progetto si articola in tre
Fasi (conoscitiva, propositiva e divulgativa) a loro volta
suddivise in Azioni.
L
- analisi delle popolazioni di Ungulati
selvatici presenti nelle macroaree;
- analisi della presenza ed eventuale
tipologia dei prelievi venatori a carico delle popolazioni di
Ungulati;
- analisi della tipologia selvicolturale e
gestionale delle principali formazioni forestali presenti;
- stima dell’offerta alimentare delle
principali tipologie forestali e delle eventuali aree aperte;
- rilievo dei “danni”
causati dagli Ungulati in relazione alle principali
formazioni forestali;
- impatto della presenza di Ungulati sulla
presenza e consistenza di altre specie faunistiche, con
particolare attenzione a quelle migratorie e a quelle di
interesse comunitario;
- valutazione dell’impatto economico dei
“danni” causati dagli Ungulati.
Nelle diverse macroaree verranno individuate
e messe a confronto, per gli aspetti sopra elencati, sia zone in
divieto di caccia (demanio, parchi e riserve), sia zone dove la
caccia è permessa.
Da un punto di vista metodologico la ricerca
prevede sia l‘analisi di informazioni già presenti sul
territorio, previa valutazione della loro “bontà” e
significatività, sia il rilievo di nuovi dati con appropriate
metodologie sperimentali.
La Fase propositiva della ricerca prevede le seguenti azioni:
- elaborazione di linee guida per la gestione
integrata del rapporto fauna ungulata-ecosistemi forestali in
un’ottica di sostenibilità ecologica, economica e sociale,
contenenti sia indicazioni per una razionale gestione delle
popolazioni di ungulati selvatici sia percorsi colturali e
gestionali dei soprassuoli forestali atti a favorire una
migliore capacità portante di questi ambienti e quindi una
minora suscettibilità ai “danni”;
- predisposizione di una metodologia per la
valutazione oggettiva e standardizzata dei “danni” che il
sovraccarico di ungulati selvatici può provocare sia alla
funzionalità complessiva degli ecosistemi forestali e sia alla
produzione legnosa e non legnosa;
- implementazione di un portale webGIS.
Il
problema del rapporto fra fauna selvatica e bosco è complesso e
riguarda da un lato le popolazioni animali e dall’altro la
funzionalità degli ecosistemi nel loro insieme. Lo squilibrio
che oggi si avverte fra alcune popolazioni animali, in
particolare grossi Ungulati selvatici,
tanto da far parlare in alcuni casi
di “danni” al bosco, è l’effetto delle modifiche che nel corso
dei secoli l’attività umana ha provocato nel paesaggio e che si
sono tradotte nella semplificazione della struttura,
composizione e funzionalità dei boschi e nella diffusione di
alcune specie animali a scapito di altre che sono completamente
scomparse dal territorio. In altre parole la qualità e la
capacità portante degli habitat sono state alterate e allo
stesso tempo le diverse popolazioni animali sono state
modificate sia qualitativamente sia quantitativamente, spesso in
modo drastico.
La questione non è semplice: essa infatti è fortemente condizionata dagli aspetti tecnici, ma la sua soluzione richiede sia uno sforzo di integrazione fra i diversi settori interessati, sia un processo di condivisione fra i molteplici attori coinvolti, condizione indispensabile affinché si possa realizzare la volontà politica di tradurre in pratica le indicazioni provenienti dal mondo tecnico-scientifico.
Il progetto GEFORUS si propone di studiare il
complesso rapporto fra fauna selvatica e bosco attraverso
l’analisi dei molteplici fattori coinvolti.
La ricerca si pone il duplice obiettivo di
produrre linee guida per la gestione integrata del rapporto
fauna ungulata-ecosistemi forestali in un’ottica di
sostenibilità ecologica, economica e sociale e di elaborare una
metodologia per la valutazione oggettiva e standardizzata degli
impatti negativi che il sovraccarico di ungulati selvatici può
provocare alla funzionalità complessiva degli ecosistemi
forestali e alle loro produzioni, legnose e non legnose.
In particolare, gli
obiettivi specifici sono:
- produzione di
informazioni, su base territoriale, dei rapporti fra gestione
faunistico-venatoria e l’effettiva struttura e consistenza delle
popolazioni di ungulati selvatici nelle diverse realtà forestali
della Toscana, anche in funzione della
diffusione ed estensione di aree a
divieto di caccia (parchi, riserve ecc.) nei diversi territori
di indagine.
-
messa a punto di una metodologia di valutazione dei “danni
forestali” che attraverso la predisposizione di un
data base e di
un modello di simulazione permetta di ricavare l’entità del
danno espresso in termini economici, anche al fine di prevedere
l’entità di eventuali indennizzi espressamente legati alle
diverse tipologie di soprassuolo.
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- Linee guida per la gestione integrata del rapporto fauna ungulata-ecosistemi forestali in Toscana.
- Metodologia per la valutazione oggettiva
e standardizzata dei “danni”.
- Portale webGIS.
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