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Citazione - Citation
Brugnoli A, 2006 - Impatto del cervo sulla rinnovazione forestale e
gestione faunistica integrata. L'Italia
forestale e Montana, 61 (1): 53-72.
Autori - Authors
Alessandro Brugnoli: Associazione
Cacciatori Trentini, Via Guardini 41, 38100 Trento -
alessandro.brugnoli@acp-tn.it
Titolo:
Impatto del cervo sulla
rinnovazione forestale e gestione faunistica integrata.
Title: Red deer impact on forest
regeneration and integrated wildlife management
Parole chiave:
Cervo; rinnovazione forestale; gestione faunistica;
impatto da brucamento.
Key words: red deer; forest regeneration; wildlife management; browsing
impact.
RIASSUNTO
L’impatto sulle foreste che le popolazioni di Cervo (Cervus elaphus L.),
diffuse sul territorio nazionale dal secondo
dopoguerra in seguito sia a ricolonizzazione spontanea che ad interventi
di reintroduzione, sono in grado di determinare
rappresenta un tema di crescente interesse per zoologi, forestali ed
amministratori di aree protette. In particolare la selvicoltura
naturalistica affronta oggi l’impatto degli Ungulati come uno dei suoi
problemi principali.
Tra le misure che possono ripristinare un equilibrio tra le due
componenti dell’ecosistema si distinguono quelle
relative alla gestione faunistico-venatoria e quelle di gestione
forestale ed ambientale in senso lato: è comunque necessario
che nell’applicazione pratica si pianifichi una integrazione tra i due
gruppi di interventi. Ciò è reso possibile, come
testimoniato dai primi esempi, nel contesto della pianificazione
forestale regionale.
La riduzione numerica delle popolazioni di Cervo rappresenta ormai
spesso anche in Italia un’azione preliminare
all’attuazione di corrette pratiche selvicolturali. Un’altra misura
consigliata di gestione faunistica è costituita da un adeguato
svolgimento dell’azione di prelievo in termini temporali e spaziali:
sulle Alpi sono inoltre diffusi l’utilizzo dei
recinti di svernamento e la pratica del foraggiamento in foresta. La
mancanza di aree aperte a prato e/o di radure all’interno
del bosco è d’altro canto riconosciuta come una delle cause
predisponenti ad impatti insostenibili provocati dagli
Ungulati. Le esperienze realizzate nell’ultimo decennio in Trentino e
nel Parco Nazionale dello Stelvio sono illustrate nel
dettaglio.
SUMMARY
Red deer (Cervus elaphus L.) populations in Italy are steadily
increasing since second world war, due to both
natural recolonization and active reintroduction. Their browsing impact
on forest regeneration is becoming an issue
of growing interest for people concerned in forest, wildlife and
protected areas management. Close-to-nature
silviculture is facing ungulates impact as one of its most relevant
problems.
To get a balance between these two components of the ecosystems some
measures of good practice in wildlife
management and some others referring to forest management are available:
nevertheless all the measures have to be
correctly integrated and implemented. Some first experiences are being
developed in regional forest planning.
Culling of red deer populations is often considered a pre-requisite for
implementing correct forestry practices.
A careful planning of culling, both in space and time, is recommended:
winter enclosures and artificial foraging are
common practices in the Alps, too. Lacking of open areas, meadows and/or
pastures inside the forest is considered
one of the major causes of unsustainable impact to forest regeneration
provoked by ungulates. Experiences carried
on during the last ten years in Trentino province and in Stelvio
National Park are discussed in detail.


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