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L'ITALIA FORESTALE
E MONTANA Italian Journal of Forest and Mountain Environments published by the Italian Academy of Forest Sciences
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Anno LXV - numero 5, settembre-ottobre 2010 |
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doi: 10.4129/ifm.2010.5.03
Citazione - Citation Ravera S., Genovesi V., Falasca A., Marchetti M., Chirici G., 2010 - Lichen diversity of old growth forests in Molise (Central-Southern Italy). L'Italia Forestale e Montana, 65 (5): 505-517.
Autori - Authors Sonia Ravera, Valerio Genovesi, Antonio Falasca, Marco Marchetti, Gherardo Chirici - Department S.T.A.T., University of Molise, C.da Fonte Lappone, I-86090 Pesche (IS), Italy.
Title: Lichen diversity of old growth forests in Molise (Central-Southern Italy) Titolo: Diversità lichenica nei boschi vetusti del Molise
Key words: forest ecosystems;
epiphytic lichen diversity; biological indicators.
SUMMARY The role of lichens as indicators of environmental continuity is widely reported in central and northern European forests. Management plans consider them e.g. to predict the presence of valuable species and for the selection of key woodland habitats. Nevertheless,effects of management to many forest-associated lichens in Mediterranean environments are poorly known and threats are only recently investigated.Aim of this work is to contribute to the identification of lichen communities colonizing old-growth forests and variables influencing their diversity.The study was carried out in two large forested areas in the high Molise region, belonging to the network identified under the PRIN 2007 “Metodi innovativi per la identificazione, caratterizzazione e gestione dei boschi vetusti in ambito Mediterraneo”. Abeti Soprani (Pescopennataro, Isernia) and Collemeluccio (Pescolanciano, Isernia) are the selected stands because of their historical value and phytogeographical interest. These stands represent two different habitat types: Abeti Soprani is a Southern Apennine silver fir forest and Collemeluccio a is mixed forest of silver fir and turkey oak. The Lichen Diversity Values (LDV) was releved according to a randomized stratified sampling design within a plot of one hectare in each study area. The percentage contributions to the total lichen diversity of each growth form, photobiont and reproductive strategy were taken into account in order to assess the differences among the plots. The paper reports the results obtained during the first year of survey as a starting point for planning a long-term monitoring. The LDV seems to be very high in these Mediterranean old-growth forests confirming their important role in lichen diversity conservation.
RIASSUNTO Il ruolo dei licheni come indicatori di continuità ambientale è ampiamente riportato per le foreste dell’Europa centrale e settentrionale dove sono usati nella gestione di aree boscate ad esempio come predittori della presenza di specie di pregio e come caratteristici di habitat forestali. Al contrario, le dinamiche che influiscono sulla presenza e sulla diversità lichenica dei boschi mediterranei sono ancora poco note e solo recentemente investigate. Con lo scopo di contribuire alla conoscenza delle variabili forestali che influenzano la colonizzazione lichenica in questi ambiti, è stato avviato uno studio in due boschi vetusti dell’Alto Molise appartenenti alla rete delle aree di studio individuate nell’ambito del PRIN 2007 «Metodi innovativi per la identificazione, caratterizzazione e gestione dei boschi vetusti in ambito Mediterraneo». Le aree di studio sono quelle del Bosco di Abeti Soprani e della Riserva MAB di Collemeluccio e rappresentano due diverse tipologie forestali (rispettivamente foreste di Abies alba e Fagus sylvatica e ad A. alba e Quercus cerris dominanti). In corrispondenza di ciascuna area di studio, all’interno di un plot di un ettaro, è stata rilevata la diversità dei licheni epifiti su alberi selezionati in base ad un campionamento randomizzato stratificato.Per stimare le differenze tra le due aree, sono inoltre stati considerati i contributi percentuali alla diversità lichenica totale della forma di crescita, del fotobionte e della strategia riproduttiva. Il contributo riporta i risultati ottenuti nel corso della prima campagna di rilevamento come punto di partenza per la pianificazione di un monitoraggio a lungo termine. Gli indici di diversità rilevati risultano particolarmente alti, confermando anche in questi ambiti mediterranei il ruolo importante dei boschi vetusti nella conservazione della diversità lichenica.
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