Il Parco della Sila diventa “Living Lab” europeo per la gestione forestale sostenibile

Si è conclusa la visita del gruppo di ricerca internazionale del progetto Horizon Europe FORBEST, focalizzato sulla tutela della biodiversità e sulla resilienza climatica dei sistemi forestali in Europa. L’evento ha segnato il debutto ufficiale del Living Lab Sila, un ecosistema di innovazione aperta che unisce ricerca scientifica di frontiera, sperimentazione applicata e coinvolgimento diretto del territorio.

L’Accademia Italiana di Scienze Forestali (AISF) partecipa attivamente a questo percorso per l’innovazione nella governance delle aree protette. Il progetto nasce da una stretta sinergia istituzionale che vede uniti i vertici dell’Ente Parco, il Raggruppamento Biodiversità del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari (CUFAA) dell’Arma dei Carabinieri, il Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Università degli Studi della Tuscia (DEB) insieme con il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali dell’Alma Mater Studiorum – dell’Università di Bologna e il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – Produzione, Territorio, Agroenergia dell’Università di Milano.

Dopa la presentazione avvenuta presso il Centro Visite “Cupone” del Reparto Biodiversità di Cosenza, dove i ricercatori hanno incontrato una prima selezione di stakeholder locali, la delegazione ha effettuato sopralluoghi tecnici nelle pinete di laricio e nei boschi misti di abete e faggio delle Riserve Naturali statali, gestite dai Reparti Carabinieri Biodiversità di Cosenza e Catanzaro. Questi ecosistemi d’eccellenza saranno l’area di studio per i futuri monitoraggi sulla capacità di assorbimento del carbonio, confermando la Sila come un hub scientifico di rilievo internazionale.

I punti chiave del progetto:

  • La rete: Il laboratorio calabrese fa parte di un network europeo di sei progetti pilota (attivi anche in Ungheria, Repubblica Ceca, Romania, Finlandia e Thailandia).
  • L’obiettivo: Sviluppare soluzioni concrete per la protezione degli stock di carbonio e della biodiversità, promuovendo pratiche selvicolturali “vicine alla natura” (close-to-nature forestry).

    Grazie a questa collaborazione tra istituzioni accademiche, scientifiche e organi di gestione e controllo, il Parco Nazionale della Sila si conferma a tutti gli effetti un hub di rilievo internazionale. Un laboratorio vivente capace di elaborare modelli di gestione forestale sostenibile all’avanguardia e replicabili in altri contesti europei, in perfetta armonia con gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile.

     

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